venerdì 29 gennaio 2016

POLIEDRO - SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE
Freedom for Birth Rome Action Group - Casa delle Donne Lucha Y Siesta
                                                                                                                                                
in collaborazione con
Il Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita
 e Officina Culturale Via Libera  
Presentano
LA RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE
 SENZA STEREOTIPI

“Sei maschio! non devi piangere come una femminuccia”. “Non puoi giocare con le macchinine, sei una principessa!”. “Ai maschi il blu alle femmine il rosa.” 
La donna è tentatrice. L’uomo è cacciatore”. “I lavori di relazione sono fatti per le donne. I ruoli di comando si addicono all’uomo”.  
"Dorme con voi nel lettone? Ma così non imparerà mai a dormire da sol*!". "Ha due anni e ancora lo allatti? Verrà su troppo mammone!”. 
"La maternità è la realizzazione della femminilità". “Se non hai figli non sei una vera donna”
"I bambini hanno bisogno di una mamma e un  papà. Due mamme o due papà non è una famiglia”. "Genitori omosessuali cresceranno figli omosessuali"
"Il medico sa come farti partorire e sa ciò che è meglio per te”


Freedom for Birth Rome Action Group e la Casa delle Donne "Lucha y Siesta" si impegnano insieme oramai da due anni nella promozione della cultura della libera di scelta e dell'autoderterminazione delle donne sulla propria salute sessuale e rispoduttiva e sulla promozione della salute, del benessere e dell'empowerment dei genitori e delle famiglie di ogni genere e tipo.

E' attivo da ottobre 2014 presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta lo Sportello Consultiamoci di ascolto, orientamento e informazione psicologica, ostetrica e legale e sulla genitorialità. Ogni martedì dalle 10.00 alle 12.00 c'è l'accoglienza e su appuntamento una consulenza gratuita legale, ostetrica e psicologica.
Da febbraio 2015 è stato avviato il progetto Poliedro-Spazio per Mille Famiglie in cui organizziamo attività culturali, ludiche, creative e di socializzazione per grandi e piccin* , centrate sul rispetto delle differenze e la lotta agli stereotipi di genere, sociali, razziali ed economici tra le famiglie.
E' uno spazio di accoglienza,  di fiducia e sostegno alle competenze affettive, relazionali e comportamentali di ciascun genitore.
Ci interessa dare risalto alle funzioni genitoriali indipendentemente dall'identità sessuale del genitore stesso. Le mamme e i papà sono entrambi sempre più coinvolti nella cura dei figli e delle figlie, così come spesso sono, o desiderano essere, entrrambi impegnati nel mondo lavorativo e socioculturale. E le famiglie sono di tanti tipi da sempre ed è solo uno stereotipo che le comprime forzatamente in una famiglia unica e ideale. Ed è un pregiudizio odioso basare sul sesso e sul genere di appartenza la qualità delle relazioni affettive familiari tra genitori e figli e la competenza ad essere genitori "sufficientemente buoni".  Siamo convinte e supportate da studi sul tema che ciò che fa male i bambini e alle bambine cresciuti in famiglie omogenitoriali sia proprio la discriminazione, il pregiudizio e lo stigma, l'assenza di riconoscimento sociale, culturale e giuridico. Tutto questo si che crea malessere, emarginazione e difficoltà sociorelazionali e personali.

Il nostro obiettivo è che ogni famiglia si senta accolta e rispettata e possa condividere momenti di piacere, di relazione, di scambio e confronto aperto e autentico sui propri modi di vivere la genitorialità, contro pregiudizi e tabù.
Il nostro desiderio e proposito è che ogni bimbo e ogni bimba possano divertirsi, giocare ed essere coinvolti in attività culturali e creative libere da stereotipi di genere, centrate sul rispetto e la valorizzazione delle differenze, sul rispetto dell'ambiente ed economicamente accessibili per tutt*.
Vogliamo contribuire alla costruzione di una cultura che favorisca la libera espressione della propria soggettività e personalità nel rispetto di sé e dell'altro/a.


Per questo da gennaio 2016 abbiamo pensato di metterci ancora più in gioco organizzando una serie di appuntamenti di confronto e approfondimento sulle tematcihe che ci sono più care e sugli stereotipi e i pregiudizi che le riguardano: salute, benessere e diritti nel percorso nascita e genitorialità.

Non ci basta aprire Sportelli e organizzare attività per le famiglie. Crediamo che non basti davvero. Crediamo che bisogna intervenire con più strumenti e più azioni  per costruire una cultura non basata sulla paura della diversità e ma al contrario sul rispetto, la conoscenza e l'integrazione. Una cultura non sessista ma che valorizzi le differenze, che supporti e favorisca l'espressione della soggettività delle persone al di là del sesso di appartenza. 
Ci sembra necessario creare un contesto di sensibilizzazione, un contenitore fertile e partecipato in cui osservare gli stereotipi e i pregiudizi con cui quotidianamente conviviamo dandoli per scontati e per immutabili. Mettendo una lente di ingrandimento su tutte le pressioni che subiamo o che noi stessi/e esercitiamo sugli altri/e per essere conformi e convenzionali, normali in base a norme sociali o consuetidini, a comportarci secondo "natura" (quale natura poi?). Dimenticandoci che siamo esseri biopsicosociali e che pertanto il nostro benessere dipende dall'intreccio personalissimo di questi tre principali fattori. 
Sempre e in tutti contesti di vita.E in questo percorso siamo felici di essere accompagnate e sostenute dalle amiche e dagli amici del Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma e da Officina Culturale Via Libera.


Inauguriamo questo primo ciclo di video-documentari e spettacoli osservando e riflettendo sugli stereotipi che colpiscono ambiti e persone che forse non ci aspetteremmo essere vittime di stereotipi o pregiudizi: il parto e i bisogni di bambine e i bambini piccoli.
L’esperienza della nascita è fortemente investita di rappresentazioni socioculturali stereotipiche  e pregiudizievoli: si pensa che i sanitari “fanno partorire” la donna e “fanno nascere” la/il sua/o bambina/o; che la donna incinta sia un mero “contenitore” e che debba delegare ad altri “esperti” le decisioni circa il suo corpo che è un po’ meno suo; che  la donna non abbia il diritto né sia in grado di scegliere in modo libero e informato il luogo e le modalità del proprio parto. 
Il pensiero adultocentrico applicato alla vita del/la neonato/a e la cultura del distacco emotivo e dell’autonomizzazione precoce delle nostre figli e dei nostri figli, veicolano stereotipi e pregiudizi anche su bambini/e piccolissimi/e, sostenuti e cavalcati dal mercato e dalle sue esigenze di vendita. 
Tali stereotipi condizionano i genitori e i loro stili parentali ed educativi. Per cui ci si attende che i neonati e le neonate dormano tutta notte fin dai primi giorni di vita magari da soli e che si consolino abbracciati a un orsetto inanimato e succhiando un ciuccio; che mangino ad ore e non quando realmente ne sentono il bisogno; che si vizino se vengono tenuti in braccio.

Attraverso lo stimolo potente del mezzo visivo vogliamo osservare insieme i nostri stereotipi e pregiudizi, confrontarci e condividere informazioni corrette su queste tematiche dal punto di vista scientifico (psicologico, ostetrico) e legale. 
La conoscenza consapevole e la riflessione critica su che tipo di occhiali usiamo per guardare il mondo possono sostenere la competenza di ciascuna donna e ciascun uomo a fare scelte più libere, autentiche e autodeterminate sulla propria salute riproduttiva e sul percorso nascita, centrate su bisogni e sentire personale; sostenere i genitori a scegliere con consapevolezza, responsabilità e fiducia in sé come comportarsi e rapportarsi con i propri figli e figlie; facilitare relazioni fondate sull’autenticità e sulla reale conoscenza reciproca.

                            Oggi 29 gennaio parte la 
          Rassegna Culturale Permanente senza Stereotipi

Proiezione “Un taglio di troppo di Troppo in Sala Parto” (Elis Viettone) e “La Prestazione. Sex like Birth” (G. Pacini, S. McTeigue, prodotto da Freedom for Birth Rome Action Group).

Gli eccessi di medicalizzazione e la violenza nel parto.
Interviene Gabriella Pacini, ostetrica, Ibcbl, fondatrice Freedom for Birth Rome Action Group

 "Il rapporto sessuale e il parto sono processi fisici condizionati dall’ambiente che ci circonda.
Cosa succede se una coppia si trova ad avere un rapporto nelle stesse condizioni in cui una donna affronta il travaglio?Questo film lo fa in modo divertente ed ironico…
Il Docscient International Scientific Film Festival 2014 ha conferito la menzione speciale della direzione artististica “Per la sorprendente capacità di porre interrogativi su alcuni inossidabili paradigmi scientifici utilizzando un arteficio narrativo paradossale, geniale ed estremamente efficace”.


Vi aspettiamo!



                                  


POLIEDRO - SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE
Freedom for Birth Rome Action Group - Casa delle Donne Lucha Y Siesta
                                                                                                                                                
in collaborazione con
Il Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita
 e Officina Culturale Via Libera  
Presentano
LA RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE
 SENZA STEREOTIPI
“Sei un maschietto, non devi piangere come una femminuccia!”
“Non giocare con le macchinine, sei una principessa!”
“Ai maschi il blu alle femmine il rosa”
“I bimbi che si svegliano di notte hanno un disturbo del sonno”
“Non tenerla/o sempre in braccio, si vizierà!”
"I bimbi e le bimbe troppo coccolat* non diventano mai autonomi!"
"Dorme con voi nel lettone? Ma così non imparerà mai a dormire da sol*!"
”Ha due anni e ancora lo allatti? Verrà su troppo mammone!”.
"Se non allatti che mamma sei..."
“Informiamo le ragazze ed i ragazzi sulla sessualità e non penseranno che al sesso!”.
“Chi ha l’AIDS è un pervertito, un omosessuale, un tossico o va a prostitute!”.
“Hai l'AIDS? Te la sei cercata..
“Per la donna, non c'è sesso senza amore”
“Se ha abusato di lei è perché lo ha provocato!”
"Se rimane tanti anni col marito violento vuol dire che ci sta bene o se lo merita"
"La donna che non ha il coraggio di denunciare il marito violento non ama abbastanza i suoi figli"
L'uomo che uccide la "sua" donna è preda di un raptus di gelosia... "
“I lavori di cura per le donne e i ruoli di comando per l’uomo”
“Per la donna, la famiglia viene sempre prima della carriera”
“Se hai figli, non puoi essere efficiente sul lavoro...”
“La maternità è la realizzazione della femminilità”
“Se non hai figli non sei una vera donna”
“Il medico sa come farti partorire e sa ciò che è meglio per te”
"Vuoi partorire a casa? Sei un'incosciente che mette in pericolo la salute di su* figli*"
"I bambini hanno bisogno di una mamma e un  papà. Due mamme o due papà non è una famiglia”
"Genitori omosessuali cresceranno figli omosessuali"
Stereotipi e pregiudizi colpiscono tutti e tutte. Grandi e piccini, neri, bianchi e gialli, donne e uomini, sani e malati, etero e omosessuali. E tutti ne siamo portatori.
Come difendersi? Conoscendoli prima di tutto!
Nasce così l’esigenza di una Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi! Per vederli, riconoscerli e combatterli.
Stereotipi e pregiudizi sono credenze apprese, semplificate e rigide, non basate sulla nostra esperienza diretta ma costruite all’interno dei nostri gruppi sociali di appartenenza.  In base a queste credenze, ognuna/o di noi attribuisce a priori e indistintamente determinate caratteristiche a un gruppo di persone anche se non le conosce per niente! Senza quindi tenere conto delle possibili differenze tra i singoli individui

Lo stereotipo e il pregiudizio sono pensieri basati proprio sulla paura di ciò che si conosce molto poco. Per questo l’ignoranza è il terreno più fertile per coltivarli.
Utilizzare uno stereotipo per valutare gli altri è una scorciatoia mentale che serve a interpretare velocemente la realtà e a capire come muoversi al suo interno, facendo però una severa economia di consapevolezza e riflessione.  

Li apprendiamo dal primo giorno di vita osservando le persone con cui ci rapportiamo, guardando la tv, ascoltando la radio, leggendo, semplicemente vivendo… 
Il problema è che diventano delle implicite chiavi di lettura della realtà spesso non corrette e quando meno ce lo aspettiamo iniziamo a giudicare il mondo, l’altra/o e anche noi stesse/i in base stereotipi e pregiudizi culturali, sessuali e di genere, razziali, sociali ed economici. 

Questo crea una serie di problemi alle persone e tra le persone: sofferenza soggettiva; inadeguatezza e sfiducia in sé e nelle proprie capacità di compiere scelte in base ai propri bisogni e desideri autentici non in base alle aspettative sociali; difficoltà di integrazione ed esclusione sociale, razzismo, sessismo…
Difatti stereotipi o pregiudizi creano regole di comportamento e ruoli di genere e sociali, dati per scontati, considerati “normali” o addirittura “naturali” che condizionano le nostre scelte.
E se non si corrisponde allo stereotipo, si subisce una forte pressione ad aderire alla norma culturale comune, pur se distante dal proprio autentico e intimo sentire. 
Mettere una lente di ingrandimento su stereotipi e pregiudizi per permetterci di vederli con maggiore chiarezza e consapevolezza è proprio quello che vogliamo fare con questa Rassegna Culturale Permanente senza Stereotipi
Inauguriamo questo primo ciclo di video-documentari e spettacoli osservando e riflettendo sugli stereotipi che colpiscono ambiti e persone che forse non ci aspetteremmo essere vittime di stereotipi o pregiudizi: il parto e i bisogni di bambine e i bambini piccoli.
L’esperienza della nascita è fortemente investita di rappresentazioni socioculturali stereotipiche  e pregiudizievoli: il parto è visto secondo l’ottica del rischio come esclusivamente pericoloso, terribilmente  e insopportabilmente doloroso; si pensa che i sanitari “fanno partorire” la donna e “fanno nascere” la/il sua/o bambina/o; che la donna incinta sia un mero “contenitore” e che debba delegare ad altri “esperti” le decisioni circa il suo corpo che è un po’ meno suo; che  la donna non abbia il diritto né sia in grado di scegliere in modo libero e informato il luogo e le modalità del proprio parto. 
Il pensiero adultocentrico applicato alla vita del/la neonato/a e la cultura del distacco emotivo e dell’autonomizzazione precoce delle nostre figli e dei nostri figli, veicolano stereotipi e pregiudizi anche su bambini/e piccolissimi/e, sostenuti e cavalcati dal mercato e dalle sue esigenze di vendita. 
Tali stereotipi condizionano i genitori e i loro stili parentali ed educativi. Per cui ci si attende che i neonati e le neonate dormano tutta notte fin dai primi giorni di vita magari da soli e che si consolino abbracciati a un orsetto inanimato e succhiando un ciuccio; che mangino ad ore e non quando realmente ne sentono il bisogno; che si vizino se vengono tenuti in braccio.

Attraverso lo stimolo potente del mezzo visivo vogliamo osservare insieme i nostri stereotipi e pregiudizi, confrontarci e condividere informazioni corrette su queste tematiche dal punto di vista scientifico (psicologico, ostetrico) e legale. 
La conoscenza consapevole e la riflessione critica su che tipo di occhiali usiamo per guardare il mondo possono sostenere la competenza di ciascuna donna e ciascun uomo a fare scelte più libere, autentiche e autodeterminate sulla propria salute riproduttiva e sul percorso nascita, centrate su bisogni e sentire personale; sostenere i genitori a scegliere con consapevolezza, responsabilità e fiducia in sé come comportarsi e rapportarsi con i propri figli e figlie; facilitare relazioni fondate sull’autenticità e sulla reale conoscenza reciproca.

Da oggi 29 gennaio 2016 parte La Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi

Ogni ultimo venerdì del mese dalle 17.00 alle 19.00 verrà organizzata una proiezione di video-documentari, spettacoli a tema e incontri informativi che si terranno presso la Casa delle Donne Lucha Y Siesta (Lucio Sestio), Officina Culturale Via Libera (Porta Furba) e presso Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma (San Giovanni - Re di Roma).
 
 
 
 Oggi 29 gennaio dalle 17.00 alle 19.00 proiezione del corto La Prestazione - Sex Like Birth di G. Pacini e S. Mc Tiegue prodotto da Freedom for Birth Rome Action Group.
 

A seguire dibattito sugli eccessi di medicalizzazione e la violenza nel parto.

Interviene Gabriella Pacini, ostetrica, Ibcbl, fondatrice Freedom for Birth Rome Action Group.

"Il rapporto sessuale e il parto sono processi fisici condizionati dall’ambiente che ci circonda.
Cosa succede se una coppia si trova ad avere un rapporto nelle stesse condizioni in cui una donna affronta il travaglio?Questo film lo fa in modo divertente ed ironico…
Il Docscient International Scientific Film Festival 2014 ha conferito la menzione speciale della direzione artististica “Per la sorprendente capacità di porre interrogativi su alcuni inossidabili paradigmi scientifici utilizzando un arteficio narrativo paradossale, geniale ed estremamente efficace”.




Per ogni incontro è richiesto un piccolo contributo di 2 euro per sostenere il progetto della Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi.

mercoledì 20 gennaio 2016

Ripartiamo tutte da qui: salute e diritti delle donne!



Alcuni commenti al nostro comunicato di ieri, circa il nostro ritiro dal convegno sulle case maternità, ci spingono a tornare sull’argomento, pur credendo che di case maternità e della questione Acqualuce si debba parlare in ben altre sedi, per ben altri motivi.
Riteniamo, infatti, che fare delle strumentalizzazioni sui temi sottesi al convegno e sulla nostra posizione non sia davvero utile a nessuna.
FFBRAG non è contro le case maternità private. Chi vuole porre la questione in questi termini fuorvianti, evidentemente non coglie appieno le nostre motivazioni, o piuttosto non vuole coglierle, oppure non ci conosce.
Noi sosteniamo la libertà delle donne di scegliere come e dove partorire e ci battiamo, tra l’altro, anche per l’apertura di case maternità extraospedaliere. Auspichiamo che ve ne siano sempre di maggior numero e che siano davvero accessibili, anche economicamente,  a tutte le donne che vogliano partorire in una di esse.
Il nocciolo della questione, rispetto al convegno, è però un altro.

Il nocciolo della questione è che nel Lazio, la Regione con il più spaventoso deficit della spesa sanitaria tra tutte le Regioni italiane, la priorità nella gestione del denaro pubblico non può essere data al finanziamento di case maternità private. Non può, quando esiste una splendida Casa del Parto che ha funzionato soltanto grazie al sacrificio personale delle ostetriche che ci hanno creduto, che ha patito ad ogni scadenza semestrale l’incertezza delle sue sorti, che ha dovuto sperare nel rinnovo dei finanziamenti, sempre limitati, sempre a termine, come dire, una struttura “precaria”, in linea con i nostri tempi…
Il nocciolo della questione è che un convegno intitolato “Le case maternità nel Lazio” non può pretendere di bypassare la questione Acqualuce, che è una risorsa per le donne laziali che deve riprendere e continuare a funzionare. Perché chiedere alle relatrici di tacere sull’argomento? Il nocciolo della questione è che le reti tra donne e tra associazioni sono importanti, perché rafforzano gli strumenti a vantaggio degli obiettivi comuni e quindi delle donne. E la forza delle reti sta, nel contempo, nella comunanza degli obiettivi e nella diversità delle soggettività coinvolte, ognuna delle quali deve, però, essere libera di dare il proprio contributo nella comune lotta.
Un atteggiamento boicottante è, quindi, semmai quello di chi ha tentato di porre delle censure sui contenuti degli interventi. Il nostro è, semplicemente, un atteggiamento coerente, coerente con i nostri interessi, che sono quelli delle donne, con i nostri obiettivi e la nostra politica.

Sarebbe anche il caso di evitare le prevedibili accuse del “potevate dirlo prima”. No, non potevamo dirlo prima, perché davvero non era per noi immaginabile che si potesse tanto spudoratamente chiedere di tacere sulla questione Acqualuce. Non era immaginabile né sospettabile, visto che abbiamo ricevuto la “scaletta” definitiva del convegno soltanto venerdi 15 gennaio; dalla scaletta ma, prima ancora che da questa, dal  programma del convegno e finanche dallo stesso titolo, non si evinceva affatto che l’argomento “Acqualuce” e casa maternità intraospedaliera dovesse essere tabù.
Anzi, proprio l’intento dichiarato nel comunicato del convegno, di parlare della proposta di legge n. 152/2014, aveva creato la convinzione, in chi quel testo di legge lo conosce bene e sa che in esso il ruolo centrale, per la garanzia del diritto di scelta delle donne e l’apertura di case maternità, è attribuito proprio al servizio sanitario regionale, che si sarebbe potuto (e dovuto) discutere della casa del parto pubblica, l’unica esistente nel Lazio!
Tutto ciò non era immaginabile per chi, come noi, è abituata a dare per scontato che le priorità sono innegabili, evidenti, imprescindibili, irrinunciabili, qualunque ne sia il costo.

Ecco quindi perché il nostro ritiro è avvenuto solo ieri. Solo dopo aver parlato, non più tardi di qualche giorno fa, con l’organizzazione del convegno ed aver ricevuto le ormai note, chiare indicazioni contrarie alla nostra annunciata intenzione di focalizzare il nostro intervento sulla questione Acqualuce.
La stessa moderatrice del convegno, con cui abbiamo parlato ieri, poco prima di prendere la nostra decisione, si è fatta portavoce di questa inaccettabile “richiesta”. Varrà per lei la giustificazione di non essere laziale…
Naturalmente, la ferma convinzione che ha accompagnato la nostra “tardiva” decisione non ne ha sminuito il peso. E’ persino superfluo dire che ci è dispiaciuto causare disagi all’organizzazione del convegno. E’, per noi, davvero un’occasione mancata, a scapito delle donne.
Tuttavia, non potevamo far finta di nulla, né accettare compromessi o censure. Queste, sì, hanno avuto l’effetto di dividere, di fare “differenze”, volendo togliere cittadinanza alle istanze di tante donne laziali che rivogliono la Casa del Parto Acqualuce, perché c’è, esiste, è pubblica. Istanze che non devono essere lette come confliggenti con quelle di chi persegue l’obiettivo, altrettanto condivisibile, dell’apertura di case maternità gestite da ostetriche libere professioniste.
Per noi ciò che unisce è la priorità della salute delle donne e del loro diritto di autodeterminarsi e vale davvero la pena impegnarsi per portare, da un lato, il sistema sanitario pubblico ad offrire luoghi del parto e servizi alternativi all’ospedale e al modello di assistenza medicalizzata, e, dall’altro, per valorizzare le esperienze di case maternità extraospedaliere  già esistenti ed incoraggiarne di nuove. Perché quindi separare la comune lotta e creare due “fazioni”? Ripartiamo da qui, con atteggiamento costruttivo, trasparente, inclusivo.  

martedì 19 gennaio 2016

Freedom For Birth Rome Action Group e Virginia Giocoli ritirano la loro partecipazione al Convegno “La Casa Maternità nel Lazio” dell’Associazione Il Nido.


A titolo personale e a nome di Freedom For Birth Rome Action Group, declino l’invito a partecipare al Convegno “La Casa Maternità nel Lazio” del 22 gennaio prossimo,  organizzato dall’Associazione Il Nido.
Nelle ultime ore abbiamo appreso che l’obiettivo di questo convegno sia quello di promuovere azioni politiche e interventi economici rispetto alle case maternità private.

Questo obiettivo, per noi e per la nostra attività politica, non è prioritario, mentre è prioritaria l’organizzazione, l’implementazione, il finanziamento e il funzionamento  di case maternità del sistema sanitario regionale o comunque facenti capo a strutture pubbliche.
Crediamo, infatti, che il diritto delle donne di scegliere, per il proprio parto, luoghi alternativi agli ospedali debba, in primis, essere garantito attraverso l’erogazione diretta da parte del servizio sanitario pubblico dell’assistenza domiciliare o in case maternità, tenuto peraltro conto che la stessa Legge n. 833/1978 attribuisce, alle utenti e agli utenti, il diritto di scegliere il luogo in cui ricevere l’assistenza sanitaria e, quindi, impone, alle istituzioni pubbliche, il dovere di rendere possibile questa scelta.

Ritenevamo che il convegno “La Casa Maternità nel Lazio”, vista anche la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni politiche e amministrative della Regione, che lo ospita, potesse essere un’occasione preziosa per riportare in cima all’agenda politica regionale il tema  che più ci sta a cuore e cioè la riapertura della Casa del Parto Acqualuce.
Tuttavia, nelle ultime ore, il veto posto da parte delle organizzatrici e organizzatori al nostro intervento, che aveva ad oggetto il tema del diritto delle donne alle case maternità, e che imprescindibilmente avrebbe affrontato la questione della inaccettabile chiusura della Casa del Parto Acqualuce, quale esempio eclatante di negazione del diritto delle donne del Lazio a scegliere ed avere un modello di assistenza alla gravidanza e al parto non ospedaliera e in linea con le evidenze scientifiche, nonché coerente con il diritto di autodeterminarsi rispetto al proprio corpo ed alla propria salute riproduttiva,  ci impone  di ritirare la nostra partecipazione e di ribadire pubblicamente che Freedom For Birth Rome Action Group non può essere utilizzata per supportare obiettivi e interessi  di tipo privatistico.

Freedom For Birth Rome Action Group è da sempre dalla parte delle donne e lotta per un sistema di salute pubblica universale, di qualità e liberamente accessibile a tutte, un sistema in cui la qualità dei servizi sia valutata, in primis, dalle stesse  donne che ne usufruiscono.
Non parteciperemo quindi al convegno e continueremo la nostra battaglia per la riapertura della Casa del Parto  Acqualuce, accanto alle donne e accanto a tutte le soggettività politiche che condividono questo stesso obiettivo.

Virginia Giocoli
Freedom For Birth Rome Action Group

 

lunedì 4 gennaio 2016

Prossimi appuntamenti di Poliedro-Spazio per Mille Famiglie:

Prossimi  appuntamenti di Poliedro-Spazio per Mille Famiglie:
Poliedro dei Genitori-Spazio d'Ascolto, Incontri Tematici sulla genitorialità e la psicologia perinatale, Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi, Laboratori creativi e Teatro per Bimbi e Bimbe.

IL POLIEDRO DEI GENITORI-SPAZIO ASCOLTO PER COPPIE,
PER MAMME E PER PAPA’

E’ uno spazio di ascolto per i genitori di ogni “genere”, in coppia e/o singolarmente in cui esprimere liberamente il proprio modo di vivere la gravidanza, le scelte rispetto al parto e il personale modo di essere genitori.
Uno spazio per attivare risorse e riflettere, senza giudizi, pregiudizi né tabù, su temi quali nanna, pianto, alimentazione, rapporto di coppia, rientro al lavoro, asilo, modi di vivere e gestire la relazione con i figli e le figlie, attraverso lo scambio tra pari facilitato da due psicoterapeute esperte di psicologia perinatale.
Il Poliedro dei Genitori-Spazio d’Ascolto accoglie un massimo di 12 persone e si riunisce a cadenza quindicinale, presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta in via Lucio Sesstio 10, in incontri della durata di un’ora, facilitati dalle psicologhe psicoterapeute dello Sportello Consultiamoci, Carmen Rizzelli e Mirta Mattina.
Il secondo e il quarto martedì del mese dalle 10.30 alle 11.30 per coppie e singoli in attesa e neogenitori (bimb* da 1 a 11 mesi) e dalle 14.30 alle 15.30 per genitori in coppia o  singolarmente di bimb* da 12 mesi a 3 anni. 
Primo incontro martedì 26 gennaio ore 10.30.
Il contributo è di 5 euro e la prenotazione è obbligatoria:
340.0078975-347.2478857




INCONTRI TEMATICI PER MAMME, PAPA’ E GENITORI IN ATTESA

“La gravidanza e il primo anno di vita con il /la bambin*

POLIEDRO-SPEZIO PER MILLE FAMIGLIE

Freedom for Birth Rome Action Group e Lucha y Siesta

in collaborazione con

Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita, Officina Culturale Via Libera e Dharma's Cake

La gravidanza e la nascita del/la propria figlio/a sono momenti  importanti e delicati in cui avvengono cambiamenti profondi nella  vita delle persone e delle famiglie. Le coppie in attesa, le neo-mamme e i neo-papà si confrontano con una condizione nuova e sconosciuta, impegnativa e ricca potenzialità. Carica di emozioni anche ambivalenti.
Per promuovere una genitorialità consapevole, condivisa e non stereotipata o idealizzata. Per valorizzare la soggettività e le differenze, la funzione genitoriale più che il ruolo materno e paterno. Durante gli incontri ci si potrà confrontare con professioniste esperte di perinatalità (psicologhe-psicoterapeute, ostetriche, avvocate, consulenti ibclc) raccogliere informazioni utili e aggiornate in merito all’esperienza della gravidanza e del parto, sui diritti della partoriente e sulla giurisprudenza in merito alla conciliazione di lavoro, sulla genitorialità e temi legati al primo anno del bambino.
Dal mese di gennaio 2016 ogni ultimo sabato del mese dalle 17.00 alle 18.30, gli incontri tematici itineranti saranno ospitati  nelle seguenti realtà del VII Municipio: Casa delle Donne Lucha y Siesta, Officina Culturale Via Libera, il Melograno-Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma, Dharma’s Cake.
Primo appuntamento sabato 30 gennaio ore 17.00-18.30 presso Il Melograno Centro Maternità e Nascita di Roma via Saturnia 4/a

I DIRITTI DELLA DONNA PARTORIENTE (Piano del Parto, consenso/dissenso informato, diritti al parto e dopo il parto – LR n.84). Interviene Avv. Virginia Giocoli fondatrice Freedom For  Birth Rome Action Group, legale Sportello Consultiamoci e responsabile Sportello “Melograno Diritti”

Ogni appuntamento avrà un costo di 3 euro a coppia o a famiglia.
Per informazioni e prenotazioni: 340-0078975-3383304914 







LA RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE

 SENZA STEREOTIPI

POLIEDRO - SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE

Freedom for Birth Rome Action Group - Casa delle Donne Lucha Y Siesta

in collaborazione con

Il Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita e Officina Culturale Via Libera  


Stereotipi e pregiudizi colpiscono tutti. Grandi e piccini, neri, bianchi e gialli, donne e uomini, sani e malati, etero e omosessuali. E tutti ne siamo portatori. Come difendersi? Ri-Conoscendoli prima di tutto! Nasce così l’esigenza di una Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi! Per vederli, riconoscerli e contrastarli. Inauguriamo questo primo ciclo di video-documentari riflettendo sugli stereotipi che colpiscono  l’esperienza della nascita (gravidanza, parto e post partum) e i bisogni di bambine e i bambini piccoli.
Ogni ultimo venerdì del mese dalle 17.00 alle 19.00 verrà organizzata una proiezione di video-documentari presso la Casa delle Donne “Lucha Y Siesta” (Lucio Sestio), Officina Culturale Via Libera (Porta Furba) e presso Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma (San Giovanni - Re di Roma).
Primo appuntamento: Venerdì 29 gennaio 2016, ore 17.00-19.00 presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta (via Lucio Sestio 10, Metro A Lucio Sestio). Proiezione Un taglio di troppo di Troppo in Sala Parto” (Elis Viettone) e La Prestazione. Sex like Birth(G. Pacini, S. McTeigue, prodotto da Freedom for Birth Rome Action Group.  Gli eccessi di medicalizzazione e la violenza nel parto. Interviene Gabriella Pacini, ostetrica, Ibcbl, fondatrice Freedom for Birth Rome Action Group.
Ogni appuntamento avrà un costo di 2 euro a coppia o a famiglia




E infine i Laboratori Creativi e il Teatro Bimb* a cura di Daniele Miglio.

Vi aspettiamo!


Per informazioni e prenotazioni:

domenica 3 gennaio 2016

RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE SENZA STEREOTIPI



POLIEDRO - SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE
Freedom for Birth Rome Action Group - Casa delle Donne Lucha Y Siesta
                                                                                                                                                
in collaborazione con
Il Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita
 e Officina Culturale Via Libera  

Presentano
LA RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE
 SENZA STEREOTIPI

“Sei un maschietto, non devi piangere come una femminuccia!”
“Non giocare con le macchinine, sei una principessa!”
“Ai maschi il blu alle femmine il rosa”

“I bimbi che si svegliano di notte hanno un disturbo del sonno”
“Non tenerla/o sempre in braccio, si vizierà!”
"I bimbi e le bimbe troppo coccolat* non diventano mai autonomi!"
"Dorme con voi nel lettone? Ma così non imparerà mai a dormire da sol*!"
”Ha due anni e ancora lo allatti? Verrà su troppo mammone!”.
"Se non allatti che mamma sei..."


“Informiamo le ragazze ed i ragazzi sulla sessualità e non penseranno che al sesso!”.
“Chi ha l’AIDS è un pervertito, un omosessuale, un tossico o va a prostitute!”.
“Hai l'AIDS? Te la sei cercata..
“Per la donna, non c'è sesso senza amore”

“Se ha abusato di lei è perché lo ha provocato!”
"Se rimane tanti anni col marito violento vuol dire che ci sta bene o se lo merita"
"La donna che non ha il coraggio di denunciare il marito violento non ama abbastanza i suoi figli"
L'uomo che uccide la "sua" donna è preda di un raptus di gelosia... "

“I lavori di cura per le donne e i ruoli di comando per l’uomo”
“Per la donna, la famiglia viene sempre prima della carriera”
“Se hai figli, non puoi essere efficiente sul lavoro...”
“La maternità è la realizzazione della femminilità”
“Se non hai figli non sei una vera donna”

“Il medico sa come farti partorire e sa ciò che è meglio per te”
"Vuoi partorire a casa? Sei un'incosciente che mette in pericolo la salute di su* figli*"
"I bambini hanno bisogno di una mamma e un  papà. Due mamme o due papà non è una famiglia”
"Genitori omosessuali cresceranno figli omosessuali"



Stereotipi e pregiudizi colpiscono tutti e tutte. Grandi e piccini, neri, bianchi e gialli, donne e uomini, sani e malati, etero e omosessuali. E tutti ne siamo portatori.
Come difendersi? Conoscendoli prima di tutto!
Nasce così l’esigenza di una Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi! Per vederli, riconoscerli e combatterli.
Stereotipi e pregiudizi sono credenze apprese, semplificate e rigide, non basate sulla nostra esperienza diretta ma costruite all’interno dei nostri gruppi sociali di appartenenza.  In base a queste credenze, ognuna/o di noi attribuisce a priori e indistintamente determinate caratteristiche a un gruppo di persone anche se non le conosce per niente! Senza quindi tenere conto delle possibili differenze tra i singoli individui

Lo stereotipo e il pregiudizio sono pensieri basati proprio sulla paura di ciò che si conosce molto poco. Per questo l’ignoranza è il terreno più fertile per coltivarli.
Utilizzare uno stereotipo per valutare gli altri è una scorciatoia mentale che serve a interpretare velocemente la realtà e a capire come muoversi al suo interno, facendo però una severa economia di consapevolezza e riflessione.  

Li apprendiamo dal primo giorno di vita osservando le persone con cui ci rapportiamo, guardando la tv, ascoltando la radio, leggendo, semplicemente vivendo… 
Il problema è che diventano delle implicite chiavi di lettura della realtà spesso non corrette e quando meno ce lo aspettiamo iniziamo a giudicare il mondo, l’altra/o e anche noi stesse/i in base stereotipi e pregiudizi culturali, sessuali e di genere, razziali, sociali ed economici. 

Questo crea una serie di problemi alle persone e tra le persone: sofferenza soggettiva; inadeguatezza e sfiducia in sé e nelle proprie capacità di compiere scelte in base ai propri bisogni e desideri autentici non in base alle aspettative sociali; difficoltà di integrazione ed esclusione sociale, razzismo, sessismo…
Difatti stereotipi o pregiudizi creano regole di comportamento e ruoli di genere e sociali, dati per scontati, considerati “normali” o addirittura “naturali” che condizionano le nostre scelte.
E se non si corrisponde allo stereotipo, si subisce una forte pressione ad aderire alla norma culturale comune, pur se distante dal proprio autentico e intimo sentire. 
Mettere una lente di ingrandimento su stereotipi e pregiudizi per permetterci di vederli con maggiore chiarezza e consapevolezza è proprio quello che vogliamo fare con questa Rassegna Culturale Permanente senza Stereotipi
Inauguriamo questo primo ciclo di video-documentari e spettacoli osservando e riflettendo sugli stereotipi che colpiscono ambiti e persone che forse non ci aspetteremmo essere vittime di stereotipi o pregiudizi: il parto e i bisogni di bambine e i bambini piccoli.
L’esperienza della nascita è fortemente investita di rappresentazioni socioculturali stereotipiche  e pregiudizievoli: il parto è visto secondo l’ottica del rischio come esclusivamente pericoloso, terribilmente  e insopportabilmente doloroso; si pensa che i sanitari “fanno partorire” la donna e “fanno nascere” la/il sua/o bambina/o; che la donna incinta sia un mero “contenitore” e che debba delegare ad altri “esperti” le decisioni circa il suo corpo che è un po’ meno suo; che  la donna non abbia il diritto né sia in grado di scegliere in modo libero e informato il luogo e le modalità del proprio parto. 
Il pensiero adultocentrico applicato alla vita del/la neonato/a e la cultura del distacco emotivo e dell’autonomizzazione precoce delle nostre figli e dei nostri figli, veicolano stereotipi e pregiudizi anche su bambini/e piccolissimi/e, sostenuti e cavalcati dal mercato e dalle sue esigenze di vendita. 
Tali stereotipi condizionano i genitori e i loro stili parentali ed educativi. Per cui ci si attende che i neonati e le neonate dormano tutta notte fin dai primi giorni di vita magari da soli e che si consolino abbracciati a un orsetto inanimato e succhiando un ciuccio; che mangino ad ore e non quando realmente ne sentono il bisogno; che si vizino se vengono tenuti in braccio.

Attraverso lo stimolo potente del mezzo visivo vogliamo osservare insieme i nostri stereotipi e pregiudizi, confrontarci e condividere informazioni corrette su queste tematiche dal punto di vista scientifico (psicologico, ostetrico) e legale. 
La conoscenza consapevole e la riflessione critica su che tipo di occhiali usiamo per guardare il mondo possono sostenere la competenza di ciascuna donna e ciascun uomo a fare scelte più libere, autentiche e autodeterminate sulla propria salute riproduttiva e sul percorso nascita, centrate su bisogni e sentire personale; sostenere i genitori a scegliere con consapevolezza, responsabilità e fiducia in sé come comportarsi e rapportarsi con i propri figli e figlie; facilitare relazioni fondate sull’autenticità e sulla reale conoscenza reciproca.

Da gennaio 2016 parte La Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi

Ogni ultimo venerdì del mese dalle 17.15 alle 19.00 verrà organizzata una proiezione di video-documentari, spettacoli a tema e incontri informativi che si terranno presso la Casa delle Donne Lucha Y Siesta (Lucio Sestio), Officina Culturale Via Libera (Porta Furba) e presso Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma (San Giovanni - Re di Roma).
Per ogni incontro è richiesto un piccolo contributo per sostenere il progetto della Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi.

A breve verrà pubblicato il calendario con indicazione dei luoghi delle proiezioni. Vi aspettiamo!